amarcord

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Una storia costruita con 250 cartoline (QSL cards) usate per confermare migliaia di collegamenti effettuati dalle località e montagne visitate nel corso di 6o anni di attività radioamatoriale. Il visitatore estraneo alla ‘radio’ è pregato di leggere le note alla voce “Qualche chiarimento ….”

prova

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PERCHE' UN MIO BLOG ?


Un diario titolato “60 ANNI DI RADIO E DI MONTAGNA” è l’idea di questo blog dedicato alla mia attività di radioamatore, spesso praticata anche in alta montagna. Nelle ore e nelle giornate libere - accanto alla famiglia, agli studi, al lavoro ed a diversi altri interessi - ho infatti coltivato a lungo e con passione due svaghi, distinti ma in complicità fra loro: la radio e la montagna.

Scavando nel passato, recuperando le cartoline usate per le conferme dei contatti radio, ho cercato di comporre – come in un puzzle – il disegno di un lungo viaggio pieno di ricordi personali, percorsi, ricerche, emozioni e sogni ....

Compilato alla soglia dei miei ottant’anni, il blog vorrebbe essere l'estensione della mia memoria sul cammino dei miei hobbies sopracitati, dalla giovinezza alla vecchiaia, ma con un sentimento finora sconosciuto…, infatti quanto un tempo mi appassionava ora mi commuove.

Diventare radioamatore, nella mia ambizione di adolescente, significava quasi affiancarmi – nelle sperimentazioni – a quella schiera di scienziati che in tutti paesi del mondo studiano la fisica elettronica e la fisica spaziale. Mi affascinavano le comunicazioni radio ed ero ragazzino quando, con curiosità ed entusiasmo, ho iniziato ad ascoltare le "onde corte" ed a realizzare antenne e circuiti per dedicarmi, successivamente, allo studio tecnico e scientifico della materia tanto da prevederne un approdo professionale. Così però non è stato e la "radio" ha quindi mantenuto sempre il ruolo di hobby intelligente.

Parimenti, frequentare la montagna mi appariva attività stimolante per il pensiero, per la disciplina dello spirito e del corpo, per conoscere i contenuti del silenzio e la bellezza del creato. Tale spazio dedicato alla montagna, esplorato con mio padre quando ero bambino, è divenuto poi - con il crescere degli anni - sempre più necessario alla mia salute essenziale, come la musica o la poesia.

Sulla vetta dei monti, ammirando i colori del cielo ed i panorami sconfinati, mi pareva percepire le vibrazioni di quell’ “etere” invisibile in cui si fondono tutte le energie e le voci infinite dello spazio. Pensavo, lassù, agli studi di Maxwell, Hertz, Plank, Bohr …. e - la realizzazione di Marconi - mi appariva ogni volta un miracolo poiché, con la mia piccola radio autocostruita, trasferivo la mia voce e le mie emozioni ben oltre ogni immaginabile confine.

Lo zaino, voluminoso e pesante, trascinava fino alla cima la rice-trasmittente, l'antenna, i cavi, le batterie .... era sempre un'esperienza nuova perché - a valle - la radio subiva continue modifiche o aggiunte circuitali i cui risultati dovevano essere, lassù, attentamente testati. Così per tanti anni ... fino a quando trovai sul mercato un apparato già confezionato e progettato per la portabilità: non fu facile distaccarmi dalla "mia" radio....ma i vantaggi offerti per ingombro, leggerezza e tecnologia erano troppo allettanti. Con il passare degli anni tutto migliorava ancora e la "tecnologia" evoluta rendeva lo zaino sempre meno gravoso. Le batterie poi erano diventate incredibilmente piccole e capaci; ricordo quanta poca simpatia nutrivo per il loro vecchio peso: nemmeno completamente scariche, avevano - un tempo - compassione delle mie spalle.

Percorrendo un sentiero alpinistico (mi riferisco a cinquanta o più anni fa) mi imbattei in una scultura di legno a forma di sommità montane nel cui interno, con caratteri scolpiti e poi verniciati di nero, si leggeva "In montagna con i piedi e con la testa". Trovando pertinente e davvero saggia quella raccomandazione, me ne appropriai e - adattandola alla mia 'testa' - ne feci il mio logo-simbolo "In montagna con i piedi e con la radio", visibile nella testata di questa pagina.

Questo mio diario retrospettivo, sorretto prevalentemente da immagini, racconta dunque – senza alcuna trama o finalità – le mie esperienze con la "radio", portatrice di ogni voce del mondo nella mia stanza ed inseparabile compagna nelle escursioni alpinistiche nelle Alpi, nelle vacanze e talvolta pure in qualche mia prolungata permanenza lavorativa all'estero.

Nel corso degli anni molte cose sono cambiate ma l’amicizia con la radio è rimasta intatta. La montagna invece - pure sempre protagonista nei miei pensieri - mi ha voluto recentemente segnalare che era giunto il momento di privarmi di qualche privilegio.... Sì, perché lassù non era possibile rimanere troppo a lungo e la vetta ha sempre avuto un fascino tale da costringermi più volte all'abbandono ed ora - ahimè - all'addio definitivo......

Gli eventi vissuti – irripetibili alla mia età – stanno facendo posto alla nostalgia e forse mi inducono a idealizzare il passato perché – ora - , la radio sembrerebbe non aver più senso a fronte delle opportunità di internet, del telefonino e delle altre sofisticate tecnologie di comunicazione ..... Tuttavia ad un vero radio "amatore" ..... la radio non appare soltanto oggetto da usare bensì realtà quasi metafisica da coltivare, ideale indefinibile, pieno di fascino e di valori profondi. ll piacere dell'appassionato è quello di mantenere sempre vivo l’ideale scientifico di Guglielmo Marconi nonché di propagare il suo messaggio di pace ai popoli che la radio così direttamente ed intimamente raggiunge.

Radio e Montagna.... un legame di sogno e di realtà fra due mondi affascinanti, entrambi apparentemente irraggiungibili, colmi di pensiero e di stimoli ......

«Nell’estate del 1895, dall’alta montagna di Oropa, contemplando il nostro biellese, pensai che l’uomo potesse trovare nello spazio nuove energie, nuove risorse e nuovi mezzi di comunicazione. Le libere vie dello spazio per la trasmissione del pensiero umano hanno esercitato sin da allora su di me un grande fascino»

Così si esprimeva Guglielmo Marconi in una lettera autografa del 1918. E' una riflessione che mi commuove e che mi conforta: mi assicura di non aver sbagliato a mantenere per tutta la vita un'amicizia così profonda con la radio e con la montagna!

E sono assai rallegrato nell’osservare che sempre più estesa e qualificata è oggi la schiera dei radioamatori alpinisti. Mi devo altresì complimentare con i soci fondatori del “Mountain QRP Club”, perché promuovono con competenza, assiduità ed entusiasmo, varie attività radiantistiche in montagna, esaltando quei valori che si legano alla natura, all'uomo ed alla ricerca scientifica che sono l'interiorità e la sostanza del radiantismo.

Venezia Mestre, 11 agosto 2012



IL RACCONTO ..... (immagini parte frontale delle cartoline QSL, ordinate per data)

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